LA TOMBOLA, UNA NOSTRA TRADIZIONE NATALIZIA NATA DA UN DIVIETO

Di Domenico Borriello

Diverse e interessanti le teorie che si celano dietro la nascita della “Tombola”, il gioco che ormai da qualche secolo anima le case dei campani durante le festività natalizie.

La versione più accreditata affonda le proprie radici al 1734, quando il Re Carlo di Borbone vietò il gioco del Lotto nel Regno durante il periodo natalizio in seguito ad una vivace discussione con Padre Gregorio Maria Rocco. Il frate domenicano infatti teorizzò l’immoralità del gioco secondo la religione ed è per questo che Carlo di Borbone acconsentì – a malincuore, a dire il vero – a vietarlo dopo una lunga trattativa. Con un tiratissimo compromesso riuscì a compiacere il frate e vietarlo solo e soltanto durante le festività natalizie per non andare ad inficiare lo spirito religioso del sacro periodo.

I napoletani – che amavano da impazzire il gioco del Lotto – tuttavia hanno sempre rappresentato un popolo che dell’arte di arrangiarsi ne ha fatto disciplina olimpica ed è così che si ingegnarono andando a creare un gioco simile al Lotto che chiunque avrebbe potuto riprodurre in casa propria. Stiamo chiaramente parlando della tombola, che infatti ancora oggi proprio come all’epoca si gioca soprattutto nel periodo delle festività natalizie.

Ma non finisce qui. Chiaramente le guardie del Re si sarebbero insospettite nel sentire dalle case dei napoletani delle voci esclamare dei numeri e avrebbero subito fatto irruzione per fermare un atto considerato illegale.

Così si arrivò all’intuizione di non “chiamare” i numeri, ma soltanto il loro significato. Anziché “22” si sarebbe detto soltanto “i pazzi”, anziché “15” si sarebbe detto soltanto “o guaglione” e così via. Ogni quartiere, come insegna “La Smorfia”, aveva il proprio tabellone ricco di significati e con il tempo è stata trovata una sintesi ai significati dei 90 numeri.

Inoltre, secondo alcune versioni, pare che il “Bingo” americano sia nato proprio grazie agli emigranti campani. I nostri conterranei – infatti – volevano assolutamente giocare a quel gioco che facevano in famiglia durante il periodo natalizio ma il nome “tombola” risultava per qualche oscura ragione difficile da pronunciare. Pertanto loro ricordavano che sulle cartelle ponevano – tra le tante cose – anche dei fagioli per ‘segnare’ i numeri. Fagioli in inglese si dice “Beans” e da “Beans” a “Bingo” è stato un attimo.

Quindi tutto è nato da un divieto del Re e dall’ingegnosità di un popolo unico al mondo che non si è arreso davanti a nulla. Insomma, se anche questo Natale perderete qualche spicciolo a causa della zia che fa sempre inspiegabilmente

“cartella chiena” e quindi “tombola”, sapete con chi prendervela.

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