La Festa del Grano di Foglianise, gli San Rocco e gli artisti dell’intreccio

di Domenico Borriello

Il celeberrimo compositore russo Igor Stravinsky ebbe a dire che “una vera
tradizione non è la testimonianza di un passato concluso, ma una forza viva che
anima e informa di sé il presente”.
Siamo figli di un tempo che sicuramente entrerà nelle pagine di storia come uno dei
momenti più difficili affrontati dall’umanità e il fatto che i riti e le tradizioni della nostra
Terra non si siano arenati, ma abbiano trovato la forza di reagire e rinascere da quel
“vuoto sospeso” in cui eran finiti, è sicuramente qualcosa che fa bene all’anima.
La nostra Nola – come ben sappiamo – sta scaldando i motori del grande cerimoniale
della Festa dei Gigli per riabbracciare le nove macchine da festa in Piazza Duomo in
“chella dummeneca ‘e giugno”.
E da figli di una tradizione millenaria non possiamo che accogliere con grande
felicità ed entusiasmo una storia di successo relativa ad un’altra tradizione della
nostra Campania Felix, quella della “Festa del Grano” di Foglianise.
Gli amici del comune beneventano hanno rotto il digiuno pandemico questa estate,
riabbracciando una tradizione che dal 2008 è stata riconosciuta dalla Regione
Campania come evento di rilevanza nazionale ed internazionale.
Ogni 16 agosto – in occasione della festività di San Rocco – sfilano infatti lungo le
strade di Foglianese dei meravigliosi carri realizzati con il grano che – per ogni
edizione dal 2007 – rispondono ad un tema ben preciso.
L’edizione 2022 – quella del grande ritorno – ad esempio era dedicata alla regione
Emilia-Romagna: ed è proprio per questa ragione che lungo il percorso storico
hanno sfilato dei carri che riproducevano il grande Lucio Dalla, monumenti regionali
come la “Torre degli Asinelli” e persino omaggi culinari come un “Tortellino” roteante.
Ad aver attirato le simpatie del pubblico è stato un signore che ha sfilato in una
monoposto di Formula 1 interamente realizzata in grano – un omaggio alla tradizione
motoristica dell’Emilia-Romagna.
Mi raccontavano – mentre ero lì per l’evento – che le origini della Festa di Foglianise
affondano le proprie radici ai tempi dei riti pagani. Pare infatti che gli abitanti
dell’odierna Foglianise si recassero, proprio ad agosto, dal Dio dell’abbondanza per
ringraziarlo per il raccolto.
Ma come si è evoluto nel corso del tempo questo antico rituale, tanto da essere
diventato un attesissimo evento in onore di San Rocco? Durante un’epidemia
pestifera che colpì il Regno di Napoli, gli abitanti dell’odierna Foglianise si rivolsero a
San Rocco, il santo che sconfigge la peste. Debellata la pestilenza, la devozione nei
confronti del santo liberatore dall’epidemia sembrò essere cosa naturale. Infatti si
racconta che che nel ‘700 arrivò in città una reliquia del Santo e da quel momento si
registrarono una serie di miracoli, tanto che i foglianesari cominciarono ad offrire in
dono a San Rocco del grano in segno di gratitudine.
I carri ricchi di grano – inizialmente trainati da buoi – sono stati poi trasformati dal
tempo e di anno in anno dei dettagli hanno cominciato ad arricchire un rituale che si
è – ovviamente – trasformato in tradizione. Infatti oltre ad ornare con fiori e immagini
votive i carri, ad un certo punto si è cominciato a impreziosire la sfilata in onore di
San Rocco con genio e maestria. I cosiddetti artisti dell’intreccio – infatti –
cominciarono a cimentarsi nella realizzazione di riproduzioni di basiliche e
monumenti con il grano. Un’opera complessa e – allo stesso tempo – affascinante
che ottenne grandi consensi ed è per questa ragione che è arrivata fino ai giorni
nostri, animando di bellezza e stupore le vie di Foglianise nel giorno dedicato alla
devozione di San Rocco.
Il comune del beneventano adesso punta al prestigioso sigillo UNESCO ed è per
questo che ha lanciato la sua candidatura nella rete dei “Rituali e carri artistici del
grano” promossa insieme ad altri comuni che condividono la tradizione dell’intreccio
e del grano.
L’augurio è che gli amici del beneventano – insieme a tutti gli altri comuni che
compongono la rete – possano celebrare al più presto l’ottenimento di questo grande
traguardo, ben consapevoli che la loro tradizione è già un importante patrimonio
della nostra Terra, un patrimonio che contribuisce all’arricchimento in cultura e
bellezza della Campania.

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