Umiltà, fede e amore per la Festa Il ‘paroliere’ Dante Mercogliano

Dante Mercogliano è un ‘giovane’. Un paroliere che, passo dopo passo, con grandissima umiltà e tante fede, si è ritagliato un ruolo importante tra gli ‘at-tori’ della nostra Festa.

Qual è il tuo ruolo nella festa dei gigli?

“Sono un paroliere e quest’anno ho festeggiato i 10 anni di produzione consecutiva (ho iniziato a comporre nel 2013).

Ma mi cimento anche come scrittore (ho scritto un libro che racconta tutta la mia carriera giglistica dal titolo “Tra ieri e oggi”) collaboro con una testata giornalistica locale e negli ultimi tempi mi sto cimentando anche nel campo della poesia. Sono stato selezionato dalla casa edi-trice “Pagine” di Roma dove al-cune mie poesie sono finite sul libro “Voci versate”.”

Al paroliere è dato il compito di scrivere le canzoni, come nasce una canzone?

“Entrambe le cose, diciamo che è stato un mix di tutto. Devi sa-pere che da piccolo ascoltavo principalmente le canzoni dei gigli, quelle degli anni novanta per intenderci, e tartassavo mio padre perché andasse alle questue e portasse la cassetta audio a casa. Poi crescendo ho virato sulla musica Rock, che ascolto tutt’ora, e ho incominciato ad interessarmi sempre più ai testi, al significato che volevano tra-smettere. A scuola pure creavo delle composizioni, delle poesie brevi. Ma è stato nel 2013, quando fui maestro di festa del giglio del Panettiere che mio fratello mi incentivò. Serviva una canzone dal sapore retrò da mettere nel CD d’occasione e disse: “Falla tu. Sei maestro di festa e se va male ti sei fatto passare uno sfizio.” Nacque Ammore Nulano e il resto è storia fino ad oggi.”

Hai scelto di fare il paroliere o è iniziato per caso?

“Guarda, c’è chi preferisce avere una base musicale e ricamarci il testo sopra e chi invece sostiene, giustamente direi, che nasce prima il testo e poi la mu-sica. Io sono abituato a lavorare in entrambi i modi e mi adatto come più aggrada alla divisione musicale. La canzone è un gioco di squadra è non può venire bene se uno non collabora con l’altro e viceversa. Non esiste un “io” ma un “noi”. E quel “noi” è formato dal paroliere, divisione musicale e cantante.” Nelle canzoni che scrivi, ci sono delle tematiche ricorrenti?

“Devi sapere che le mie can-zoni sono molto spesso auto-biografiche. Non ho tematiche fisse se non quelle per l’amore e l’appartenenza alla città, alla festa e a San Paolino. Quando scrivo è come se attingo da un cassetto mio personale fatto di sensazioni, emozioni e lo metto su carta. Ovviamente cerco di venire incontro anche alle richieste dei maestri di festa, visto che sono loro quelli che fanno il giglio e ti danno l’occasione di metterti alla prova, ma senza snaturarmi o fare cose che non ritengo giuste. Qual-che volta ho avuto richieste di “premere sull’acceleratore” su tematiche più incentrate sulla “sfida” ma mi sono sempre ri-fiutato. È una festa, non una gara.”

Quanto peso ha il valore culturale della festa dei gigli nelle canzoni che scrivi?

“Mi dispiace dirlo ma ultima-mente di valore culturale se ne vede molto poco, a meno che non consideriamo la competi-zione sfrenata in qualsiasi ambito, il “io so’ meglio ‘e te” o il “top player” della varra come valori culturali! Sia chiaro, non sto dicendo che tutti nella festa siano così, ma semplicemente non mi rivedo in questa frangia. Non voglio passare come uno antipatico o che “se la tira”, semplicemente i miei valori e la mia visione della festa non si rispecchiano in quello. Ciò non toglie che la cultura, di per sé, è una cosa importante e quando è possibile portarla in un brano è un’ottima cosa. Nel 2017 scrissi la canzone della Bandiera del Giglio del Panettiere dal titolo “Speranza – un incontro speciale” e mi ero ispirato al romanzo “Il vecchio e il mare” di Hemingway. Sono dell’idea che la cultura vada inserita in un brano se nell’insieme la cosa ha un senso e non solo per futile sfoggio di stile.”

Come può una persona senza esperienza scrivere una canzone e portarla all’attenzione di tutti?

“Innanzitutto quando scrive deve metterci il cuore in quello che fa, farlo per passione e non per la fama o per sentirsi importante. Bisogna mettersi a disposizione della Festa, del popolo e a dare il massimo nelle proprie canzoni qualunque esse siano. Che sia un’alzata, una marcia o una melodica tutte hanno pari importanza e non esiste la can- zone di serie A o B. Poi è anche vero che per emergere ci vuole pure un pizzico di fortuna, che non guasta mai. Devi trovare qualche maestro di festa disposto a puntare su di te e non è facile, visto che si tende a puntare sempre su gli stessi nomi. Ultimamente si parla spesso del fatto che le nuove generazioni perdano sempre di più interesse e passione nei confronti della festa”.

Quale potrebbe essere un modo per rendere più partecipi i giovani?

“Appunto renderli partecipi! Riallacciandomi al discorso di prima, bisogna dare spazio anche ai giovani e non puntare sempre sugli stessi nomi, che siano parolieri, musicisti o can-tanti. L’indomani saranno loro i nuovi addetti ai lavori, ma se non iniziano ad emergere ora come potranno esserlo in fu-turo? La festa, che per definizione dovrebbe essere popolare e quindi aperta a tutti, negli ultimi tempi si trova sempre più in uno stato di oligarchia. Conosco ragazzi parolieri, musicisti, cantanti, che sono veramente bravi e hanno talento ma che non possono emergere o non hanno occasioni per farlo adeguatamente. Io quando sono impegnato in progetti musicali personali cerco sempre di lavorare con persone giovani quando possibile. Il perché è detto: hanno entusiasmo e ma-gari posso aiutarli ad emergere. Io mi sento un privilegiato ad essere arrivato fino ad oggi a scrivere canzoni e penso che sia il minimo che possa fare. Ma-gari per il futuro suggerirei di creare una sorta di ballata dei mini gigli nelle prime due setti-mane di giugno, in modo che tutti questi ragazzi, e futuri cullatori, possano avere un palco-scenico proprio per mettersi in mostra”.

Insomma, Dante oltre ad essere un vero e proprio artista, è una persona a tutto tondo, che, non abbiamo dubbi, ci regalerà ancora tantissime soddisfa-zione all’interno della nostra festa, e non solo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: