Rosario Caccavale e la Festa: una questione di famiglia

Di Raffaele, Davie e Pasquale Somma

Trent’anni compiuti da poco, di cui dieci come cantante protagonista della festa e quasi quindici nel mondo musicale dei gigli. Quella tra la musica, la Festa dei Gigli e Rosario Caccavale è una storia cominciata praticamente nella culla. Una passione trasmessa di generazione in generazione, come spiega proprio Rosario. “Sono una persona solare, ottimista e che piace fare del bene. Sono nato a Napoli ma da sempre ho vissuto e vivo a Nola, la città dei GIGLI. Il mio percorso nella festa dei gigli è iniziato dal primo momento che i miei genitori mi hanno messo al mondo! La mia è una famiglia “Gigliante al 101%” Mio Nonno paterno era un cantante dei Gigli, mio padre fortunatamente lo è ancora e poi ci sono io, per ora. Poi un giorno chissà… .. Ho seguito mio padre da bambino in ogni festa e in ogni paese sono cresciuto in questo ambiente e me ne sono innamorato da subito. Prima di cantare però aveva un’altra passione quella della batteria precisamente mi piaceva suonare il rullante, sono cresciuto con i Fratelli Forino e ci ho anche suonato debuttando nel 2009 all’età di 16 anni come “primo rullante” nella fanfara del Maestro Felice Forino, giusto il tempo di compiere 18 anni e per una promessa fatta a mio padre decisi di diventare un cantante della festa dei gigli. Il mio primo anno da cantante è stato nel 2011 giglio dell’ortolano, famiglia Iorio, paranza FANTASTICA di Vincenzo Scala, il mio primo giglio a Nola insieme a mio padre, mio fratello e la musica del Maestro Franco Forino, praticamente la mia famiglia. Ad oggi sono contento di aver mantenuto quella promessa. Quando ho un microfono tra le mani dimentico tutto. Quando canto mi sento libero è davvero una bella sensazione.”
Come hai iniziato questo percorso?
“Non mi sento di definirla una carriera la mia, è ancora presto per chiamarla cosi. Diciamo che il mio è un percorso che dura da 12 anni e che voglio che duri ancora per molto tempo! Sento che posso e devo dare ancora tanto alla Festa dei Gigli. In questi anni ho avuto l’onore e la fortuna di cantare in tutti i paesi che svolgono la festa dei Gigli affiancando i migliori can-tanti e le migliori musiche che ne fanno parte e anche una bella fetta di paranze. Ne approfitto per mandare un saluto a tutti.”
Chi ti ha fatto da mentore in questo percorso?
“Due persone a me molto care, una è mio padre a cui devo praticamente tutto e l’altra è Felice Forino che è stato una delle prime persone a credere in me.”
Nel tuo repertorio ci sono principalmente cover. Hai mai pensato di scrivere una canzone tua?
Nel mio repertorio ci sono canzoni di ogni genere musicale per arrivare a qualsiasi tipo di pubblico, dalla canzone napoletana a quella Italiana, e anche internazionale (ahahahah) cambiando la parole ovviamente, così che la gente può cantare con me.”
Hai mai provato un percorso da cantante al di fuori della festa dei gigli?
“Si, c’ho pensato e come! Mi piacerebbe provare anche qualche esperienza al di fuori della Festa dei Gigli, ho dei progetti ma non dico altro.”
Hai mai provato un percorso da cantante al di fuori della festa dei gigli?
“Si, perché oltre alla festa dei Gigli sono un’appassionato di Musica, e mi sono trovato anche in ambiti diversi dalla festa avendo a che fare con dei Bravissimi musicistI e mi è piaciuto tantissimo.”
Dal punto di vista culturale la festa dei gigli presenta un grande patrimonio (storico, ar-tistico e musicale). Cosa raccogliamo dalle generazioni passate e qual è secondo te il nostro lascito per le generazioni future?
“Dalle generazioni passate raccogliamo l’amore per questa festa, la fede per il nostro Santo e la felicità, perché quand’è GIUGNO, a NOLA, Siamo Felici… TUTTI. Per le generazioni future è un discorso diverso, dobbiamo essere bravi noi a farli innamorare della Festa dei Gigli come magari i nostri nonni e genitori hanno fatto con noi! Io personalmente cercherò di esprimere al massimo l’amore che provo per questa festa e cercherò con i miei modi di fare e le mie canzoni di avvicinare quante più persone possibili. Spero di riuscirci davvero.”
Ultimamente si parla spesso del fatto che le nuove generazioni perdano sempre di più interesse e passione nei confronti della festa. Quale potrebbe essere un modo per rendere più partecipi i giovani?
“I giovani sono il Futuro di ogni cosa! Si devono rendere partecipi su qualsiasi iniziativa, farli sentire importanti, insegnargli la devozione per san Paolino e sopratutto fargli capire che è una delle feste più belle al mondo e che la devono amare e rispettare sotto ogni punto di vista”.

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