IL GIUGNO A NOLA

di Nino Cesarano

Che smania dint’’a ’stu core, quanno ’stu mese ’e vase

cianciuso e scetacòre alleramente trase.                        (Mario Patanella)

Quanno l’auciello volano si è giugno n’è sparate

e si ’sti sciure schioppane, ve prego n’è sciupate            (Felice IORIO)

Giugno pe’ te nasce nu nuovo sole e l’aria è fatta ’e musica e parole…

Giugno si’ ’o sole mio si’ poesia pe’ ’sta città

canta pe’ te ’stu core frase d’ammore.                              (Nicola Natalizio)

E tràse giugno…’o sole pitta ’e mure ’e ’stu paese.

E torna ’a festa…pe’ l’aria siente già na tarantelle;

e se scapricce ‘’o core d’’e nulane.                                     (Nino Cesarano)

Noi non sappiamo come il popolo si organizzava durante l’anno per vivere la festa, nulla ci hanno fatto pervenire gli storici nel corso dei secoli. Nulla ci è dato di sapere su come si assegnavano i Gigli, quando si è dato alla prima sfilata lungo l’attuale percorso. Quando nacquero le corporazioni, quando è nata la 1ª canzone, quando sul Giglio è stata posta la fanfara per la prima volta.

Sappiamo solo che da circa 200 anni, la festa si svolge nel modo descritto da Gregorius. Facendo un salto di 1500 anni leggiamo il racconto dello sbarco di S. Paolino e di come il popolo si organizzò per festeggiare il ritorno a Nola del Santo. Sappiano che il popolo suddiviso in corporazioni, andò all’incontro portando Gigli. Successivamente questi fiori furono attaccati a piccoli castelletti di legno ed offerti al Vescovo. Col tempo le piccole costruzioni di legno vennero aumentate di dimensioni fino ad arrivare alle attuali misure.

Per poter disciplinare la festa fu necessario stilare un Regolamento che prevedeva il firmatario, cioè un appartenente alla categoria, per cui si richiedeva il Giglio, così come era necessario un Maestro di Festa, che assumeva la responsabilità di organizzare la festa.  

Con la stesura del nuovo regolamento si è cercato di recuperare il ruolo della corporazione. Ci sono ancora romantici Nolani che vorrebbero l’assegnazione a mezzanotte della domenica per dar vita ad una festa senza protagonismi, dal sapore antico fatta all’insegna dell’amicizia. Infatti se vogliamo, il primo momento vissuto con ansia e trepidazione è quello dell’assegnazione del Giglio.

Per i Maestri di Festa il momento più toccante certamente è quello di ritirare la Bandiera dal Vecchio Maestro di Festa e non manca qualche lacrima quando la bandiera lascia l’abitazione. Arriva il momento della questua dove c’è il concorso di amici e parenti. Finalmente siamo a Giugno. Arriva la cartapesta. Tutto è pronto. La fanfara regala momenti di buona musica e accompagna la ballata del Giglio. Ed eccoci alla paranza con tutti i suoi addetti ai lavori che si dispone a trasportare il Giglio con semplicità e soprattutto con fede. Si vive il giorno più bello in compagnia del Santo con le rispettive famiglie formando una vera corporazione. La domenica, mentre i Gigli ballano, il Duomo è meta di fedeli da tutta la Diocesi. Molti i Nolani Forestieri ritornano a Nola con l’auspicio di vivere la festa come quella di ieri che era caratterizzata da una esaltazione di gioia e di felicità.

’E GIGLIE

So’ munumente ’e fede ’mpastate ’e cartapesta

so’ fatto c’’o lignammo e pesano quintale.

Ognuno parla e spiega ‘’a vita ‘’e San Paulino

D’’o sbarco, d’’a Turchia d’’a verola e d’’o figlio.

Songhe otto, so’ ’e mestieri, so’ chilli ca na vota

Currèttene a lu mare p’’o stregnere cu’ ’e vase.

Pàrene tanta frate so’ figlie ’o stesso Pàtre

So’ fatte d’oro e argiento e parlano c’’o viento.

Te portano luntano ’a gioia e ’a nustalgia

e chiammano a ’sta terra ’e figlie tutte spàse;

chi ’e guarda chiù se ’ncanta e nun tène parole

pe’ l’arte e p’’e culure ’mpastate dint’’o core.

Pe’ Nola e pe’ nulane so’ ’a vita, so’ ’a passione

l’omaggio ’o Munacone fatto cu’ tutt’’o core.

Sagliene ’nfino ’o cielo ’sti giglie ’nparaviso

dìceno ’nfaccia ’e Sante scennìte a ’sta città.

E miez’’a ’stu paese truvate a San Paulino

ca spènza fede e gioia, pace e serenità.

Mill’anne e chiù se sente chest’aria ’e paraviso

nisciuno viento maie luntano ’a po’ purtà.

E il vento mi proietta nei meandri dei ricordi e par di vedere tutti quei personaggi

che hanno fatto grande la Festa dei Gigli. La Festa di San Paolino.

Mi passano davanti a mo’ di processione i nolani-nolani ed i nolani forestieri. Ed ecco che maestoso intravedo il Vescovo Giuseppe Costanzo (siamo nel 1983) che benedice i Gigli, seguito dal Busto del Nostro Santo e dal Clero (tra gli altri Mons. Andrea Ruggiero) seguono le Autorità, le Bandiere dei Gigli e il popolo di sempre. Vorrei elencare tutti i partecipanti, ma ne sono tanti. Perdonatemi se ne cito solo alcuni ma stanno lì e li vedo sorridenti e gioiosi. Si tutti intorno a San Paolino che li stringe in un grande abbraccio. C’è il Sindaco Salvatore Napolitano, c’è Alfonso AMBROSINO; Luigi BUONAURO; Felice NAPOLITANO; Giuseppe SERPICO; ci stà il dottor Pasquale FINO; ci sono Antonio e Angelo IORIO (fraulillo); ci stà Gaetano SANTANIELLO (Aitano ’e Baccalà); ci stà Giovanni GUIDA (’o barbiere); ci stanno Giuseppe e Pietro MAROTTA (’e ciucciare); ci stanno Giacumino PIZZELLA, Giacumino BRODA (citrulo); Giacumino e Ciccio PETILLO (’e pertecune); Giuseppe e Salvatore VASSALLO (’e caponinno); Giuseppe LODI (’o nasone); Vincenzo CASTAGNINI (’o pellaiuolo); Erasmo BUGLIONE (Rasemiello); Umberto MELE (carne ’e ciuccio); Mariano VECCHIONE; Vincenzo MEZZA; Felice PICCOLO (’o Bersagliere); Francesco FERRARA (Ciccio ’o re); Giuseppe GUERRIERO (’a caciotta) Ciccio e Gennaro POLLICINO; Gaetano TALESE; Francesco e Nello TAURISANO; Vincenzo e Paolino TAURISANO; Nicola CUTOLO; Salvatore CALIENDO (Tore ’o russo); Gennaro ESPOSITO; Gennaro ROBERTO (capannella); Sabatino PELUSO (animale); Attilio DE SENA (’o terranera); Agostino IORIO (mast’Austino); Gerardo NAPOLITANO (’o pastammano); ci stanno Tanino TORTORA; Leonardo BRODA; Raimondo PROTOMARTIRE; Giuseppe GRECO e Ninuccio; Felice CACCAVALE; Salvatore COPPETO e Aniello ANNUNZIATA; Davide ANGORA; Enzo e Carmine PARISI; ci stà Peppe TUDISCO (’o cavaliere); Nicola e Paolino VECCHIONE (’o podestà); Gaetano SCOTTA; ci stà Mario PATANELLA e Felice IORIO; Aristide LA ROCCA; Salvatore ESPOSITO (Pipariello) – Antonio BASILE e Pietro VALLONE; ci stà Felice NATALIZIO e Vincenzo NAPOLITANO; ci stà Dadà VINCI e Michele AVELLA; ci stà Filippo RICCARDI (Filippetto) e Tonino GIANNINI. Intravedo tra gli altri Ciccio e Gabriele MAZZEO e più in là Carmelo MARTINEZ e il suo papà: Ce ne sono altri, tanti, tanti collatori con sulle spalle il marchio dei nolani ma non ne conosco i nomi: C’è il popolo nolano che fa ressa intorno al Santo e che con una sola voce, forte vibrante grida:

VIVA NOLA – VIVA SAN PAOLINO.

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