Agosto in ricordo di Augusto TommasoVitale e Pomponio De Algerio

Tommaso Vitale, Pomponio De Algerio e Ottaviano Augusto. Alla metà di agosto si ricordano a Nola la morte di tre illustri personaggi con funzioni e corone di alloro. Il primo, sindaco e onorevole nolano morì il 20 agosto, il secondo venne arso vivo a Roma il 19 agosto, lo stesso giorno in cui trovò la morte presso Nola l’imperatore Augusto.
Tommaso Vitale. Nasce a Nola il 7 gennaio 1857. Giovane trentenne fu prima consiglierte comunale di Nola, poi sindaco nel 1892. In precedenza era stato eletto consigliere provinciale nel 1890. Nel 1893 l’arrivo a Roma con l’elezione alla Camera dei Deputati. davvero tanti i benefici ottenuti per Nola, tra cui l’importante concessione dell’acqua del Serino per la città (anno 1894). Si preoccupò di far lastricare le strade che in precedenza erano in terras battuta, fece costruire una rete fognaria e diede vita alla Villa Comunale (l’abbattimento dell’Arce medievale grida ancora vendetta). Insieme al Vescovo Renzullo si occupò della ricostruzione del Duomo in seguito all’incendio del 1861, fece costruire il Foro Boario, ridiede a Nola le vastissime estensioni di terreno dei Boschi Gaudio e Fangone. Morì giovane, a 49 anni, il 20 agosto, in seguito a lunga malattia mentale. Tra i vari episodi, in rete c’è una curiosa testimonianza. “Nel 1896 – si legge – fatto più unico che raro nella storia non solo della nostra città, ma di tutto il paese. L’on. Tommaso Vitale viene posto come capolista in due liste politiche avversarie da sempre, quella dei Bianchi e quella dei Neri e fu eletto a pieni voti in ambedue le liste. Dopo le elezioni riuscirà a far raggiungere un accordo alle parti facendo nominare il sindaco di parte Nera (De Sena) e gli assessori di parte Bianca.

Pomponio Algerio. Nasce a Nola intorno al 1530. Rimasto orfano giovanissimo venne cresciuto da uno zio; dopo i primi studi a Nola presso il Colleggio Spinelli, si trasferì a Padova per studiare Teologia e Filosofia. Venne arrestato il 29 maggio del 1555 con l’accusa di essere ereticoe negare l’autorità del Papa. Un anno dopo, nel 1556, la Repubblica di venezia concesse l’estradizione a Roma per un secondo processo. Rinchiuso nelle carceri del Santo Uffizio venne dichiarato eretico e condannato a morta. La sentenza fu eseguita, il 19 agosto 1556, in piazza Navona. Subì un atrioce supplizio, venendo immerso in una caldaia contenente olio bollente, pece e trementina.

La morte di Ottaviano Augusto. Il 19 agosto di 2008 anni fa mariva, “ad Nola” (presso Nola) uno degli più grandi, se non il più grande, imperatore romano della storia. Di ritorno da Benevento, dove aveva accompagnato Tibero prossimo ad imbarcarsi per l’Illyricum – si legge da Svetonio – Vide aggravarsi una precedente quanto improvvisa malattia che lo costrinse a fermarsi improvvisamente “presso Nola” e fu costretto a richiamare Tiberio. Il suo corpo venne poi trasportato da Nola a Roma. Gli studiosi hanno più volte dibattuto su dove fosse avvenauta la morte di Augusto. Si è sempre parlato di una villa nel territorio di Nola, ma non si è mai riusciti a conoscere il luogo esatto (città o campagna). Tra le tanti tesi quella che vedono Augusto morire a Somma o ad Ottaviano, a cui Mussolini fu concesso di cambiare nome da Octajano in Ottaviano proprio in ricordo di Ottaviano Augusto. A Nola venne donata, sempre da Mussolini, la statua di Ottaviano Augusto posizionata in piazza Duomo.

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