Reportage di Patrimonio, la Rete delle Macchine e le sue comunità si misurano con la fotografia d’artista

di Patrizia Nardi

Ancora in un “tempo sospeso” particolarmente lungo per le comunità dei rituali festivi della tradizione italiana, la comunità patrimoniale della Rete delle Grandi Macchine a spalla sperimenta un nuovo modo per raccontare e raccontarsi in un percorso di formazione finalizzato a formare ‘storyteller territoriali’ in grado di rendere, con uno sguardo originale, la presenza e l’assenza di feste molto sentite, ma anche la quotidianità dei territori nella declinazione della festa che non c’è.

Con Reportage di Patrimonio la Rete, in collaborazione con l’Associazione Cultura del Viaggio, ha avviato un progetto destinato a restituire, attraverso fotografie e testi, la narrazione rinnovata di una tradizione antica di secoli, con l’obiettivo di far diventare le comunità stesse autrici di storie su luoghi e culture, riti e passaggi simbolici attraverso una serie di incontri formativi, a distanza e nel cuore dei centri storici delle città di Viterbo, Sassari, Palmi e Nola –dove sono portate a spalla la Macchina di santa Rosa, i Candelieri, la Varia e i Gigli- che aiutino a creare nuove trame capaci di attivare nuove dimensioni che vadano oltre la rappresentazione classica di feste e territori, da “ cartolina”, e indaghino e rendano il “non visto”, la poliedricità dell’identità di ogni comunità per proiettarne l’immagine ed espanderne la conoscenza. Un viaggio introspettivo nelle feste della Rete con l’obiettivo di preparare il tempo che verrà, accompagnando la propensione, sempre più accentuata, a fare del patrimonio culturale immateriale un luogo di prossimità, di turismo lento e sostenibile, immersivo ed esperienziale, attento all’ambiente e alle comunità stesse e, nello stesso tempo, favorendo la costituzione degli archivi di comunità.

“Un’altra sfida” dice Patrizia Nardi, responsabile tecnico-scientifico dei progetti  di Rete delle Macchine “che, dopo Il nostro tempo infinito e sospeso che, in tempo di lockdown,  aveva riportato sulle piazze vuote la maestosità delle feste attraverso le istallazioni di videomapping artistico nei centri storici, sui palazzi, sulle piazze, sulle facciate delle chiese in una sorta di tributo di restituzione, sperimenta adesso il coinvolgimento attivo, dal basso, delle comunità per una loro lettura di questo strano tempo sospeso imposto da una pandemia che finalmente sembra essere sotto controllo ma che in questi anni ha prodotto, nelle comunità di patrimonio immateriale legate alle feste rituali, un’interruzione dolorosa, disorientante. E’ necessario riprendere il filo del discorso, riappropriarsi di ciò che è stato sospeso, della ritualità della condivisione e sono certa che questo bel progetto, che farà lavorare le comunità dal basso, gomito a gomito, aiuterà questo importante processo”.
Il progetto sarà patrocinato e condiviso dall’Istituto Centrale per il Patrimonio immateriale, con il quale la Rete condivide da diversi anni un’importante strategia di salvaguardia ed è gestito, per la parte amministrativa, dal Comune di Sassari. Si realizza a valere sulla L.77/2006 che finanzia la gestione e la salvaguardia dei siti e degli elementi italiani Patrimonio dell’Umanità, con il coordinamento scientifico di Patrizia Nardi.

“Reportage di Patrimonio-dichiara Claudio Bocci, Presidente dell’Associazione Cultura del Viaggio- è un progetto innovativo, dichiaratamente ispirato alla Convenzione di Faro che rende le Comunità protagoniste del racconto delle loro tradizioni trasferendo loro le tecniche del reportage. E’ da diversi anni che condividiamo, con Rete delle grandi Macchine, un percorso di consapevolezza sul tema del patrimonio culturale immateriale e questa collaborazione è certamente un tassello significativo nell’attività di salvaguardia necessaria alla vitalità di un patrimonio, perché mette al centro le comunità, come la Convenzione di Faro indica”.

Il laboratorio di formazione è tenuto da Antonio Politano, fotografo e giornalista di viaggio, Direttore Artistico del Festival della Letteratura di Viaggio.

“Il lavoro che insieme costruiremo nella sperimentazione di Reportage di Patrimonio -sottolinea Antonio Politano, fotografo e giornalista specializzato in reportage (National Geographic Italia, La Repubblica)- metterà in condizione i partecipanti di elaborare un modello narrativo attento ai luoghi, alle storie e alle persone proponendosi di andare oltre il cliché di rappresentazione della festa. L’obiettivo è quello di approfondire tematiche legate alla consapevolezza dei linguaggi come la fotografia e la scrittura, combinati tra loro per attualizzare tradizioni antiche tramandate oralmente di generazione in generazione, ma pronte ad essere rese direttamente dai protagonisti, coloro che stanno dentro l’azione, da nuovi punti di vista e attraverso molte nuove storie da raccontare”.

I fotografi “di comunità” nolani che partecipano entusiasticamente al progetto sono Paolo Peluso, Sabrina Iorio, Andrea Raiola, Rosario Spanò, Carmine Fusco e, insieme a loro, altri 15 fotografi delle città della Rete.

“Sono molto felice” dice Luca De Risi, presidente dell’associazione delle comunità della Rete, GRAMAS” di assicurare l’apporto di GRAMAS al progetto della Rete, che è concreto. Il nostro dialogo con il coordinamento tecnico-scientifico della Rete, guidato da Patrizia Nardi, è costante e continuo e la possibilità di poter partecipare a tutte le fasi decisionali, sulla base dell’indirizzo che ci viene dal coordinamento e che rispecchia sempre la normativa e le raccomandazioni UNESCO, è per noi motivo di grande orgoglio e di consapevolezza della responsabilità che le comunità hanno nella salvaguardia del loro patrimonio culturale”. Il risultato del lavoro, che sommerà scatti antichi e nuovi sul campo, diventerà una mostra itinerante in Italia e all’estero, sulla base della collaborazione con l’Istituto centrale per il patrimonio Immateriale e alcuni Istituti Italiani di Cultura.

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