I Luoghi di NOLA

di Raffaele Somma

Nola come si sa è una città ricca di storia, avvalorata dai numerosi fatti e personaggi che si sono susseguiti nelle vicende in cui è stata coinvolta la nostra cittadina. Quando camminiamo tra le sue strade spesso dimentichiamo che quest’ultime hanno un nome e che proprio quel nome potrebbe essere associato ad una persona che ha scritto pagine importanti della storia della nostra città.

Tutto cominciò con Hyria, da non confondere con l’omonima cittadina pugliese, che si chiamava Oria: la nostra si leggeva “Uria” o “Urina”. Non esistono tracce di edifici dell’antica città che sorgeva prima di Nola intorno al VI secolo A.C.: ne siamo a conoscenza solo grazie a monete, vasi ed altri ritrovamenti minori.

Col passare dei secoli però numerose sono le testimonianze storiche circa Nola, molte di esse raccontate nelle nostre strade e piazze.

Innanzitutto, quando passiamo nella nostra amata Piazza Duomo passa subito all’occhio la statua dell’imperatore Ottaviano Augusto che, secondo lo scrittore latino Svetonio, mori “Apud Nola”. La statua fu realizzata in epoca fascista.

Fin dal III Secolo fu uno dei centri di maggior importanza religiosa, essendo sede episcopale. Patria di San Felice, vide alla fine del IV secolo, nel 409, l’elezione a Vescovo di San Paolino di Bordeaux. Ad entrambi sono dedicate statue e vie della nostra città.

A Giordano Bruno, oltre una scuola, è dedicata l’omonima piazza simbolo della giovinezza di molti Nolani, nella quale è collocata anche una statua raffigurante il filosofo, costruita dall’artista Raffaele De Crescenzo. Il monumento fu inaugurato con una discreta celebrazione nel 1867. Dopo un ventennio fu restaurato per volontà dell’allora sindaco Tommaso Vitale e presentato al pubblico nel 1888: il discorso ufficiale per quell’occasione fu composto dal filosofo e politico italiano Giovanni Bovio. Anche il Presidente del Consiglio in carica, Francesco Crispi, esaltò l’iniziativa con una bella lettera di approvazione.

Non dimentichiamo del contemporaneo di quest’ultimo, lo storiografo Ambrogio Leone, al quale anche a lui è dedicata una scuola.

In piazza Giordano Bruno possiamo apprezzare il palazzo del conte Orsini, oggi sede del tribunale. Alla morte del Conte Monfort, nel 1290, non essendoci eredi, la contea passò al genero di Monfort, appunto Romano Orsini, con il quale ebbe inizio la Signoria degli Orsini che dominò fino al 1528, per ben 238 anni, in questo periodo Nola torna al suo antico splendore vivendo uno dei periodi di maggiore lustro della sua storia. Dopo la dinastia Orsini, con il trattato di Cateau Cambresis (1559), Nola passò sotto dominio spagnolo, che pur privando della libertà la città, ne favorì la rinascita culturale.

Durante la rivolta di Masaniello, Nola rimase fedele agli Spagnoli, ma nel 1700 venne colpita da una grave crisi economica e culturale fino a che, sotto il regno di Carlo di Borbone, l’arrivo in città del Vescovo Troiano Caracciolo del Sole diede vita al nuovo Seminario Diocesano, che risollevò nuovamente le sorti della città. Il Seminario è presente ancora oggi nei pressi dell’ospedale nolano.

Da Nola, nel 1820, partirono i Moti Carbonari grazie all’opera dei luogotenenti Michele Morelli e Giuseppe Silvati e del prete nolano Minichini, che guidarono gli insorti per chiedere al Re del Regno delle due Sicilie, Ferdinando I, la concessione di una nuova carte costituzionale e l’adozione di un parlamento. Oggi in loro onore c’è “Piazza Morelli e Silvati” e “Via Abate Minichini”. Nel 1860, un gruppo di garibaldini, con a capo il generale Pinelli, uccise 232 nolani, tra cui il figlio del sindaco, poiché non volevano rinnegare il loro re. Inoltre, incendiarono il duomo dell’omonima città.

L’11 settembre del 1943 Nola fu colpita da una delle peggiori stragi compiute dai nazisti, nota come “L’eccidio di Nola”, in quella che oggi è “Piazza D’armi”, sede della caserma “Principe Amedeo”, di scuola vanvitellianza.

In piazza Giordano Bruno possiamo ammirare anche il “Palazzo del Fascio”, costruito durante il conflitto mondiale.

Il corso Tommaso Vitale è dedicato al tanto amato sindaco Nolano, simbolo di vera dedizione alla nostra città.

Numerosi sono inoltre altri siti e luoghi storici presenti sul nostro territorio, come l’Anfiteatro Laterizio ed il villaggio preistorico ma anche Castelcicala e le bellissime chiese presenti.

La villa di Castelcicala fu edificata intorno al 1730 da Paolo Ruffo, 1º principe di Castelcicala. Alla fine dell’Ottocento passò in via matrimoniale ai conti Sallier de la Tour, i cui discendenti la detengono tuttora.

La Cattedrale di Nola è stata ricostruita nel 1900 dopo un incendio. Al suo interno si trovano la cripta di San Felice e i tondi con le date di governo dei vari vescovi, dallo stesso San Felice fino a Umberto Tramma. Nel 2013 sotto la cattedrale è stata ritrovata una domus ecclesiae, finora unica testimonianza in Campania.

 Il Convento di Sant’Angelo in Palco. Convento Francescano dedicato all’Arcangelo San Michele, fondato da Raimondo Orsini, feudatario di Nola, nella prima metà del Quattrocento (1440/45). Secondo altre fonti fu eretto prima del 1456, poiché in quell’epoca Raimondo, vedovo di Isabella Caracciolo, sposò Eleonora d’Aragona, e nello stemma opposto al Monastero, di nuova costruzione, è inquartato lo stemma degli Orsini con quello dei Caracciolo, giammai con quello della famiglia d’Aragona. Porta la denominazione “del Palco”, in quanto sembra affacciarsi quasi come da un palco naturale, tra gli uliveti ed alberi verdeggianti della fertile campagna nolana.

Il Convento dei Frati Cappuccini di Nola (o di S.Croce).. Presso la porta della chiesa vi è la tomba di Don Antonio Albertini, il quale aveva donato il suolo per la costruzione del convento. Morto nel 1578 è ricordato da un’epigrafe murata in una parte della chiesa. Vi sono ancora le tombe del Conte di Campobasso, don Muziantonio Monforte, Sindaco di Nola morto nel 1733 e quella di don Francesco Antonio Cesarino eretta dal figlio Filippo, Vescovo di Nola dal 1674 al 1683.

L’anfiteatro romano dell’antica Nola, conosciuto con il nome di “Anfiteatro Laterizio”, è uno dei più antichi (risale al I sec. a.C.) e più grandi della Campania. Misura 138×108 metri ed è stato portato alla luce, fino ad oggi, per un terzo del suo perimetro. Ai giorni d’oggi l’anfiteatro è visitabile solo su prenotazione. Si svolge da alcuni anni, organizzata dalla Curia Vescovile di Nola, nel periodo di Pasqua, una suggestiva Via Crucis, illuminata dalle fiaccole dei fedeli.

Il Villaggio Preistorico di Nola riportato di recente alla luce è denominato la “Pompei dell’Età del Bronzo”, i cui ritrovamenti sono ora conservati nel Museo Archeologico di Nola; il sito, di eccezionale valore archeologico, conserva il calco in alzato di due capanne, che si sono conservate grazie al fango causato dall’eruzione detta “delle Pomici di Avellino”. Centinaia di reperti e utensili risalenti all’età del Bronzo Antico (1800 a.C.) sono conservati presso il Museo Archeologico di Nola. Chiuso al pubblico dal giugno del 2009 per un innalzamento della falda acquifera sottostante l’area, il 3 gennaio 2011 ha subito danni forse irreparabili a causa di uno smottamento della parete nord dello scavo.

Infine ricordiamo anche il museo storico archeologico presente presso Piazza Paolo Maggio.

Insomma, la storia ci circonda e per conoscerla basta veramente poco. Nola è un posto affascinante e la sua favola merita di essere conosciuta.

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