Nola e l’Insuperabile “barrese” Un legame che dura nel tempo

Di Domenico Borriello

Stando agli almanacchi e ai libri di storia, la Paranza Insuperabile di Barra nasce ufficiale-mente nel 1987, “da Francesco Scogliamiglio” detto Cicciotto, Filippo D’Aponte, detto o schiavone e Raffaele Ambrosaino detto “man e fierr”. I ‘personaggi’ da cui nasce “l’idea” Insuperabile però sono legati alla Festa dei Gigli di Nola da un legame indissolubile. Per gli anni ‘70 e 80’ la “barrese” è stata Cicciotto, e resteranno per sempre nella storia le Feste con Ciccio Tau-risano ‘o brigadiere’ e le sfide epiche e spettacolari sempre all’insegna di un grandissimo rispetto con la paranza di Erasmo Leone. Dopo Cicciotto è toccato proprio a Raffaele ‘man e fierr’ portare in alto il nome di Barra e dell’Insuperabile nella Festa di Nola (e non solo, ovviamente) per tutti gli anni ‘90. Ne ha poi raccolto l’eredità il figlio, Giuseppe Ambrosaino con cui abbiamo il piacere di scambiare “quattro chiacchiere”.

Giuseppe, qual è il segreto per gestire una paranza come l’ Insuperabile?

“Per una realtà del genere, c’ è bisogno di un padre di fami-glia, un punto di riferimento che nel momento del bisogno ci sia senza alcun dubbio. La cosa più delicata sta nell’ ereditare una Paranza, ci sono dei valori da tener sempre presente i quali derivano da grandi personaggi che ne ha fatto parte e che ad oggi ne seguiamo le orme. Penso a noi, a Lello con la Stella e a Francesco con la sua Pollicino.

Un altro settembre senza Festa, come vi state preparando?

“Abbiamo pensato di organizzare una cena della Paranza fuori barra per tenere unito il gruppo. Credo che sarà difficile riprendersi dopo questo pe- riodo, quindi è importante te- nere il gruppo unito. Inoltre come l’anno scorso abbiamo portato avanti l’iniziativa ‘A Barra è Festa’ addobbando il nostro quartiere con i colori della nostra amata Festa.

Nola e Insuperabile, un legame eterno. Cosa significa per lei?

“Nola ha un sapore magico.

Nola è libertà, una festa che ti permette di esprimerti senza troppe restrizioni, vivendo la tradizione nel pieno rispetto delle regole”.

In quest’anno senza festa rivivremo il passato. Ci può Indicare due cacciate, una a Nola ed una a Barra, che lei ha Particolarmente a cuore?

“Per la Piedigrotta Barrese è inevitabile il 2007, quando facemmo il giro dell’intero per- corso per ben due volte. Per quanto riguarda Nola è stato il 2012, con la storica posata in Piazza Duomo studiata per 5/6 mesi. La festa di Nola richiede sempre una grande preparazione”.

Qual’ è l’emozione più bella nella sua vita da gigliante?

“Ce ne sono tante, voglio menzionare il 1982 a Nola con la famiglia Lodi, quando facemmo il numero 2 al Piciocchi”.

Chiudiamo con la sua canzone preferita, qual è?

“La voce dell’Anima, Calzolaio 2007. Una canzone emozionante, anche per la storia ce c’è alle spalle. Chi ha vissuto lo stesso dolore, la sente con maggiore trasporto. Poi averla ascoltata per la prima volta al pianoforte cantata da Antonio Mercogliano è stato uno dei momenti più intensi e significativi”.

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