La passione per lo sport, di padre in figlia Martina Centofanti, una farfalla a Tokyo

Di Gerardo Cassese

Una passione, quella per lo sport, che lega anche se in modo diverso la strada di Martina Centofanti a quella del padre. L’azzurra della nazionale di ginnastica ritmica ha conquistato il bronzo nella finale a squadre. In famiglia lo sport è di casa. Lo è tramite il padre, Felice Centofanti, iconico calciatore dei campionati di calcio degli anni ’90. Lui, con quei sui capelli lunghi, scompigliati, e un pizzetto alla D’ Artagnan era un numero nove fuori dagli schemi. Certo distante dai luccichii dei body da ginnastica, delle movenze eleganti, raffinate, le spaccate, e le acrobazie della figlia fuoriclasse della ginnastica ritmica. La carriera calcistica del padre della ginnasta è iniziata presto. Nel 1987, all’età di 17 anni, sbarca al Verona di Bagnoli. Qualche anno dopo, nel 1989, l’impresa gialloblu per poi passare in C1 al Nola , poi in Serie B al Palermo, e poi la grande possibilità all’Ancona. Una scalata inarrestabile che ha portato Centofanti a segnare il suo unico gol contro i giganti bianconeri della Juventus che, in quella stagione, avevano in campo una stella del calcio, Roberto Baggio. La rete contro la Juventus è il coronamento di un sogno. Da quel momento, numerosi i cori di apprezzamenti che lo accompagnavano ogni volta che entrava in campo, tra cui il famoso “Uno, dieci, 100fanti”. Dall’Ancona Centofanti passa all’Inter di Roberto Carlos. Ma la sua parentesi calcistica si chiude nel 2005.

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