La Festache oggi non c’è domanici sarà? E come sarà?

di Vincenzo Capezzuto

“Professore, cosa pensate della questione delle donne nella festa dei Gigli?”. Mi sono presentato come un novello Lello Arena con questa domanda a casa del professore Luigi Pasciari, che fortunatamente (o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non mi ha mandato a quel paese (anche se lo sguardo diceva tutt’altro), ma ha ben pensato di prendermi per mano, ragionando davanti ad un piacevole caffè, e condurmi lungo i sentieri di una festa che, nono-stante il ‘giugno nolano’, oggi non c’è. “E ci sarà? E quando ci sarà come sarà?”. Sono le prime do-mande che il professore si-mi pone nel dialogo che ha partorito questo articolo.

Una festa che non c’è oggi, nonostante un giugno nolano denso di appuntamenti. Che forse i più ottimisti comunque riescono a scorgere nei pochi, pochissimi eventi che davvero richiamano la Festa dei Gigli. Non c’è in una processione che non si tiene dal 2019 e che non si terrà neppure quest’anno. “Si sarebbe potuto fare in questo caso diversamente?” è la domanda del professore Pasciari ci pone (credo a tutti, anche a voi). E allora viene in mente l’immagine pregna di significato e di-speranza di Papa Francesco, solo in piazza San Pietro nell’anno del lockdown tremendo del 2020. E viene in mente che a Nola nulla di tutto questo un anno fa. E si ragiona noi (io e il professore) che qualche soluzione si sarebbe potuta trovare. “Ma chi avrebbe dovuto trovala caro professore? Io? voi?”. Sicuramente l’istituzione preposta a farsi domande e soprattutto a trovare o quanto meno proporre soluzioni. Può mai essere che nessuno, nessuna istituzione, ha pensato a come portare anche ‘fisicamente’ San Paolino nelle zone e nei quartieri di Nola? Invece nulla di tutto questo. Eppure di tempo ce ne è stato e ce ne sarebbe ancora. Per discutere alla ricerca di soluzioni su una festa che oltre a non avere un suo regolare svolgimento, non c’è. “Perché siamo così sicuri che la festa ci sarà nel 2022? Ma soprattutto come sarà?” che sembra quasi divertirsi a porre interrogatavi. Ai quali noi (che ci piace parlare) cerchiamo di rispondere ma che, a parte il professore, nessuno sembra non dico rispondere, ma neppure cominciare a prosi la domanda. Tralasciando quest’anno, quindi, bisogna interrogarci sul futuro della Festa. Parlarne, discutere, ma soprattutto parlare e trovare soluzioni. Per non farsi trovare impreparati.

Un lungo periodo, una pausa (più o meno lunga, nessuno può dirlo) che poteva sicuramente essere utilizzato per cominciare a gettare le basi di una ‘festa nuova’, utilizzarlo per discutere sulle criticità, su problemi e, ennesima ripetizione, eventuali soluzioni da proporre ed adottare. Quasi nessuno stimolo, penso io, neppure dal mondo dell’associazionismo, termine oggi assai in voga e molto utilizzato quando c’è da coprire incapacità degli enti e delle istituzioni preposti. Eppure non si può certo par-lare di mancanza di tempo. Ed ecco scorrere l’elenco degli appuntamenti del giugno nolano. E sembra di ascoltare lo stesso motivo degli anni passati. Nulla è cambiato. Nulla si è fatto per cambiare. E quindi, “cosa fare caro professore?”. E la risposta è chiara e limpida: “Ma che c’avessm pensà io e te?”. E allora si ritorna al punto, alla domanda, di partenza: “la festa ci sarà e quando?”. Ma la risposta o la domanda (ora sto iniziando ad avere qualche difficoltà ) non è di quelle piacevoli. “Ma tu, sei davvero così sicuro che la festa come la conosciamo, o la conoscevamo ci sarà ancora? Vincè prima di lasciarci gradisci un amaro?”. “No, professore. Può bastare così, credo”.

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