La traslazione delle reliquie di San Paolino

di Sac. Domenico De risi

San Paolino morì  a Cimitile (dove si era ritirato con la moglie Terasia e un gruppo di ex-domestici dalla fine dell’estate del 395) il 22 Giugno del 431, e lì fu sepolto, restandovi .

Il suo corpo restò nel sito primitivo fino al sec IX, allorché venne proditoriamente trasportato a Benevento dal duca longobardo Sicone (o da Sicardo, suo figlio e successore, nonché ultimo sovrano del principato beneventano).

Nell’anno 1000 l’imperatore Ottone III di Sassonia chiese ai beneventani il veneratissimo corpo dell’apostolo san Bartolomeo ma essi, con inganno, gli cedettero il corpo di San Paolino che l’imperatore, benché sdegnato, ripose onorevolmente a Roma nella Basilica di san Bartolomeo all’Isola Tiberina, fatta costruire da lui nel 998 e dedicata a sant’Adalberto di Praga.

Il primo Settembre del 1908 il vescovo di Nola Mons. Agnello Renzullo chiese a papa Pio X la restituzione delle reliquie di San Paolino, perché fossero degnamente custodite nella nuova Cattedrale, ricostruita dopo l’incendio del 13 febbraio 1861. Il Papa, che proprio quell’anno celebrava il suo Giubileo Sacerdotale, esaudì il desiderio del santo vescovo, che faceva eco ai tanti appelli che nel corso dei secoli, da parte dei vescovi di tutta la Campania, erano stati fatti ai pontefici romani perché a Nola fossero restituite le reliquie di san Paolino: era il 10 Settembre 1908.

Il 14 Maggio 1909 le reliquie, contenute nella cassetta di piombo che era custodita a san Bartolomeo, unitamente a una parte del cranio deposta in un artistico reliquiario di stile gotico (che viene esposto ancora oggi alla venerazione dei fedeli nel giorno della traslazione e in quello della festa del Santo), furono finalmente consegnate a Renzullo nel corso di una solenne cerimonia tenuta nella sala delle Beatificazioni in Vaticano. Giunsero a Nola alle ore 17.05 del 15 maggio in un treno speciale, scortate dal vescovo di Nola, dal principe Don Filippo Lancellotti e consorte e da un migliaio di persone con i labari delle varie corporazioni di arti e mestieri, e di vari Comuni della Diocesi. Con una breve, benché affollatissima processione, furono collocate nella chiesa del Carmine, vicina alla stazione ferroviaria, vegliate tutta la notte da una guardia d’onore composta da cittadini, divisi per classe.

Alle ore 10 del giorno seguente, con una imponente processione durata quattro ore, le reliquie giunsero in Cattedrale. Oltre al numerosissimo popolo, vi parteciparono molte congreghe e confraternite, tutti i parroci della Diocesi, i canonici delle collegiate di Marigliano ed Avella, nonché il capitolo della Cattedrale. L’urna e il reliquiario di san Paolino erano affiancate dalle statue di San Felice vescovo e di san Felice in Pincis, seguite dal vescovo Renzullo, con i  monsignori Gennaro Aspreno Galante, Sabato Giordano, Luigi Angelillo e Antonio Centi canonico di san Giovanni in Laterano. Oltre ai notabili dei vari paesi della Diocesi, presenziarono alla processione il principe Don Filippo Lancellotti e suo figlio Don Giuseppe, il marchese Don Luigi Filiasi, il conte Francesco Statella, il barone Carlo Alfano de Notaris, nonché il sindaco di Nola dottor Felice De Sena con la Giunta, il Consiglio e gli impiegati comunali. Per l’occasione furono confezionati ricchissimi stendardi per le corporazioni di arti e mestieri (attualmente introvabili…). Per otto giorni si tennero in Cattedrale solenni cerimonie presiedute da Vescovi e prelati diversi. Numerosissimi furono i pellegrinaggi provenienti da tutta la Diocesi (ogni giorno furono distribuite sette-ottocento comunioni, specialmente agli uomini). Non mancarono luminarie, fuochi pirotecnici e concerti musicali, insieme a varie opere di beneficenza a favore dei più poveri.

La sera del 23 maggio con una solenne funzione le reliquie furono chiuse nell’artistica urna di bronzo opera di Salvatore Cepparulo, per la cui realizzazione si tassarono con volontaria oblazione settimanale tutti gli operai che lavorarono alla fabbrica della Cattedrale.

Nel decimoquinto centenario della consacrazione episcopale di san Paolino (anno 409) le sue reliquie tornarono a Nola!

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