Festa dei Gigli post Covid le fughe in avanti non sono una buona premessa

di Roberto De Luca

Con l’avanzamento della campagna vaccinale intravediamo tutti una luce in fondo al tunnel.
Stiamo vivendo come comunità un’ esperienza terribile, una vera e propria guerra che ha lasciato sul campo tanti nostri fraterni amici che resteranno sempre nel nostro cuore.

Dinanzi a noi abbiamo un percorso di rinascita che dobbiamo intraprendere con spirito solidale, provando a ricostruire, nell’era post Covid, una città che sia davvero ispirata all’ insegnamento di San Paolino. E questo dovrà valere anche per la nostra Festa anche se non sappiamo quando tornerà ad essere celebrata.

Purtroppo devo constatare che proprio sul nostro millenario rituale, in cui tutta la comunità si riconosce, nell’ ultimo periodo, qualcuno è caduto nella tentazione di provare a “personalizzarla” con simboli propri, ispirandosi ad un modello di gestione non più adeguato ai tempi, ma soprattutto non condiviso e non condivisibile.

La riflessione su questo tema deve essere seria e profonda. “Mettere il cappello” su un patrimonio immateriale, oggi, riconosciuto dall’ Unesco ci porta su percorsi pericolosi e divisivi, oltre a ricatapultarci indietro nel tempo. Noi abbiamo bisogno,invece, di guardare al futuro con occhi nuovi.

Negli ultimi anni ci siamo dati delle regole e ci siamo detti che la Festa va promossa, tutelata, gestita con spirito paoliniano, lontano da interessi particolari.
Per questo è nata la Fondazione, fortemente suggerita e voluta dal nostro amato, Padre Beniamino Depalma. L’ obiettivo è quello di avere un organo di garanzia capace di lanciare la Festa su palcoscenici nazionali ed internazionali. È un’ istituzione giovane che va aiutata a crescere che presenta certamente ancora dei limiti, ma che al tempo stesso rappresenta la strada maestra verso una promozione corretta della nostra tradizione.
Fughe in avanti e rigurgiti nostalgici che portano anche a plateali conflitti di interesse sono solo dannosi. E poi mi chiedo: è cambiato qualcosa? Ci siamo date nuove regole? Non mi pare.

Rispettare ciascuno il proprio ruolo, superando le criticità presenti. Remare tutti nella stessa direzione: su questi principi dovrà ripartire la “nuova”Festa. Premesse sbagliate ci condurranno, inevitabilmente, ad amare conseguenze. Il mio è un accorato appello alla responsabilità e al rispetto delle regole: lo faccio come cittadino, come politico, come devoto di San Paolino, come appassionato della Festa. Un’ ultima cosa: quando si lavora per il bene comune, soprattutto per progetti che tutelano la nostra tradizione, evitiamo di ostentare bandierine, anche perché il risultato, soprattutto quando passa per un atto amministrativo, è frutto di un lavoro di squadra. Infine, sarebbe il caso anche che qualcuno decida che panni vestire, perché non è possibile fare politica e continuare svolgere ruoli di garanzia. Ripartiamo dalle regole e dalla coerenza.

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