Leopoldo Santaniello

di Domenico Borriello

Entrare per la prima volta nella bottega del maestro Leopoldo Santaniello è un momento che difficilmente si può dimenticare, tutti i suoi lavori curati nei minimi dettagli trasudano una storia che merita di essere raccontata. Il maestro è sempre molto gentile e disponibile nel rispondere alle curiosità di chi vi si avvicina. “Io nasco come grafico-letterista”, mi racconta. “Seguivo l’esempio di papà, realizzavamo insegne per tanti negozianti, a Nola arrivavano persino da Napoli”. Poi mi parla del suo percorso: “Ho frequentato l’Istituto d’arte di Torre Annunziata, quindi ho cominciato come pittore. Andavo nelle botteghe nolane a dipingere i gigli, fino a quando il maestro Paolino Scotto non mi ha spronato ad andare oltre. Mi ha insegnato tutte le tecniche, mi sono perfezionato ed eccomi qua”. Una carriera vissuta sempre in crescendo, tanto da far diventare il maestro Santaniello un vero e proprio ambasciatore dell’arte nolana, a partire dalla cartapesta. “La natività”
esposta nella Basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli ne è un esempio. Tra la basilica e Nola sembra esserci un legame molto forte, proprio come mi racconta con grande emozione il maestro Santaniello: “500 anni fa in quel luogo sono state esposte le opere di un grande nolano, Giovanni Merliano. A distanza di tempo, un altro artista nolano entra con i suoi lavori nella Basilica di San Lorenzo”. Non solo la natività, infatti. Il maestro Santaniello ha realizzato per la basilica anche la statua in terracotta di San Lorenzo. Merita una menzione speciale anche la scultura che ricorda un altro grande nolano, Giordano Bruno, esposta al museo Doma della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli. Sui consigli da dare ai più giovani, il maestro non ha dubbi: “La Festa dei Gigli è uno straordinario motivo di vanto per la nostra città, può essere una vetrina per l’arte
nolana e aiutarci a varcare i confini. Significa che la nostra arte non dev’essere vissuta soltanto in funzione della Festa, ma che può esplorare nuovi mondi”. Di questo pensiero del maestro Santaniello ne è sicuramente esempio la sua solida collaborazione con le botteghe presepiali di San Gregorio Armeno. Uno dei suoi sogni nel cassetto è “realizzare il presepe nolano. In una grotta Giordano Bruno seduto a scrivere, in un’altra Merliano e così via. Una scena con la Festa dei Gigli, in lontananza il Golfo di Napoli con il nostro amato San Paolino che torna sulla barca”. Poi ci rivela: “Per quest’anno si era pensato di realizzare un giglio entro il 30 maggio nei pressi di San Gregorio Armeno, con un infopoint per dare tutte le informazioni ai turisti. Un’idea maturata con Carlo Fiumicino. Ci avrebbe aiutato a promuovere la nostra festa, poi purtroppo la pandemia ha congelato tutto”. E con il richiamo a Carlo Fiumicino, il pensiero vola subito a Brescello, dove il maestro Santaniello in occasione dello storico evento che ha coinvolto le due comunità, ha tenuto una mostra e ha omaggiato il comune ospitante con le statue di Don Camillo e Peppone. La storia
del maestro Leopoldo Santaniello è un chiaro esempio di come l’arte possa essere un ponte tra le comunità, capace di creare legami indissolubili ed emozionare.

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