Ernesto Santaniello

Di Domenico Borriello

Nelle parole di Ernesto Santaniello emerge chiaramente la vena artistica della nolanità: “Non è unanovità che nella mia città, si mastichi arte e cultura da tempo immemorabile. Ogni persona diestrazione artistica e culturale, si prodiga e s’impegna, quasi sempre a proprie spese e con mezzi propri, per arricchire il nostro patrimonio artistico-culturale, già ricco di suo” ci racconta, anche se con un pizzico di amarezza aggiunge che “il pensiero naturale è che l’arte viaggi di pari passo con la cultura, ma spesso questo non avviene per la poca dedizione da parte delle mentiamministratrici, a problematiche di questo genere”. Ma gli artisti non si arrendono, infatti il maestro Santaniello tramanda da anni alle nuove leve i segreti che conosce nel campo della pittura attraverso le sue lezioni, dove i giovani allievi sono sempre ben contenti di apprendere e, soprattutto, di fare. “I giovani si avvicinano a questa disciplina con entusiasmo e gioia, anche perché credo che ognuno di noi abbia voglia di lasciare il segno del suo passaggio sulla terra: un ricordo, un’immagine”. E così è sicuramente nella vita del maestro Ernesto Santaniello, che con il suo lavoro ha sempre provato ad ispirare le future generazioni. Sono diverse le sue opere da poter
ammirare, tra cui possiamo menzionare quelle presenti nel palazzo di città nolano: precisamente una al primo piano, una al secondo piano, due nel gabinetto del sindaco. Poi ci sono la pala per la fonte battesimale nella Cattedrale, una crocifissione nella cappella votiva a Comiziano, una pala per la fonte battesimale nella chiesa di San Pietro di Avella, una crocifissione nella chiesa della Immacolatella a Quindici e, non ultimo, un ovale raffigurante San Paolino nella chiesa madre di Barra: Senza dimenticare, ovviamente svariati quadri nei gigli, vari progetti e rispettive tinteggiature degli stessi nel corso degli anni. Ernesto Santaniello ha tenuto anche moltissime mostre nell’ambito del Giugno Nolano e, con molto orgoglio ed emozione, ricorda che in tante manifestazioni hanno esposto anche i suoi allievi, una delle vittorie più belle per un maestro. “Ben vengano iniziative artistico-culturali per riscoprire l’importanza delle origini per affrontare il
futuro” ci dice, aggiungendo che “alle nuove generazioni, dobbiamo lasciare un “modus
vivendi”orientato nella cultura e nella ricerca delle tradizioni artistiche che hanno contraddistinto nei secoli la nostra comunità, perché un popolo che ignora il suo passato, non ha futuro”

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