Abbracci desiderati

di Agostino Santaniello

Abbracci desiderati, cercati, agognati e solo sperati perché non realizzati. Quanti se ne sono sprecati prima: inutili, superflui, forzati, eccessivi. Ma erano abbracci di vero amore? Di vera amicizia? O erano solo di circostanza… Di apparenza.
È trascorso quasi un anno di questa pandemia in cui ho provato una profonda commozione (soprattutto in questi ultimi mesi). Nel vedere come sia cambiato il nostro modo di essere e di vivere. Come sia cambiato ogni aspetto della vita quotidiana, forse qualcuno di noi non ha vissuto momenti drammatici del Corona virus? Hanno preso il sopravvento nella nostra mente la sofferenza, la paura, l’incertezza del domani, costringendoci a trasformare Il nostro modo di vivere, alla limitazione degli spazi e della libertà ¬no alla rinuncia.
È sembrato di trovarci in una notte profonda che non accenna a finire e dove l’oscurità si prolunga facendo venir meno sempre più la speranza, ed ecco che prima abbiamo gridato, ci siamo ribellati, e poi pian piano ci siamo rassegnati. È stato un continuo “bombardamento” mediatico. Di informazionisparate a più non posso, di notizie prima
vere poi false, di pareri contrastanti che hanno minato la nostra impaurita esistenza, e come è successo per altre passate calamità, l’uomo ha trovato.
Conforto nel proprio intimo raccoglimento, nella famiglia e nella preghiera. E allora si è rivista la luce e la speranza, confortata dai dati favorevoli della pandemia o alla certezza
della vaccinazione. C’è ancora tanto da fare con serenità e consapevolezza di quanto accaduto, ed avere sempre memoria per il futuro nostro e per quelli che verranno dopo di noi. Ancora “bravi” ad indossare la mascherina di protezione, a praticare l’allontanamento sociale e essere ligi nel seguire educatamente le linee guida della tutela della propria salute. Abbiamo altresì il dovere di contribuire alla protezione di tutto ciò che ci circonda,
quello che abbiamo attorno a noi è la nostra vita convinto che la difesa dell’ambiente deve diventare la nostra grande sfida per i prossimi decenni. Alla fine un pensiero caro e sincero a quelle persone che non ci sono più soprattutto quelle più anziane alle quali è stata tolta anche la possibilità di salutare i propri cari, senza una carezza, senza una stretta di mano, senza un abbraccio. Quell’abbraccio tanto desiderato, cercato, sperato e mai realizzato.

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